VIAGGIO NELLA SPIRITUALITA’ PERDUTA

 

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Quest’oggi, complice la bella giornata, abbiamo deciso di fare un giro  in bicicletta tra le campagne, percorrendo parte della pista ciclabile che unisce Torino con il ponte del diavolo a Lanzo T.se.

La parte interessata dalla nostra mattinata all’aria aperta ci ha permesso di scoprire queste piccole perle di spiritualità perduta, si tratta infatti di alcune cappelle ormai destinate ad usi “diversi”.

Il nostro viaggio comincia dall’abitato di Nole, più precisamente in zona S. vito dove l’omonimo santuario, di costruzione medievale, accoglieva i malati di peste durante le epidemie dei secoli passati, eccolo qui sotto (immagine tratta da internet) , in ottimo stato e perfettamente funzionante, nel mese di Giugno infatti qui si svolge la festa dedicata al santo, con balli e campionato di bocce annesso.

 

Pedalando verso Ciriè però, ci siamo interessati a ciò che pochi notano, le numerose cappelle che un tempo fornivano un posto di preghiera ai viandanti ed ai lavoratori dei campi.

A circa 700 m dal santuario, tra i campi ancora incolti, ci imbattiamo nella prima cappella sconsacrata, la chiesa di S. Michele; mi ricordo che da bambino la frequentavo con i miei amici come prova di coraggio, la leggenda narrava infatti che qui si svolgessero riti demoniaci, e le scritte sui muri inneggianti satana, avvaloravano quest’ipotesi negli occhi di bambini di 10-12 anni.

Purtroppo però, oggi la chiesa, di costruzione medievale e di grande interesse storico, è stata “occupata” da una famiglia di nomadi sinti che l’ha trasformata nella propria abitazione, e, guardandola, mette molta tristezza, soprattutto a confronto di com’era un tempo.

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Dopo circa 1 km lungo la ciclabile, svoltato l’angolo, ci troviamo di fronte a quella che può sembrare una casa, ma in realtà nata come cappella, oggi è utilizzata dalla vicina cascina come deposito; un nido di calabroni, costruito in un buco nel muro, ci scoraggia ad avvicinarci per fotografarne l’interno, visibile dalla finestra aperta.

Resta comunque un edificio di grande valore e risulta costruito in stile identico a molte cappelle della zona:

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Continuiamo sulla strada, verso Ciriè, l’ora è quella di pranzo e decidiamo di fermarci per prendere un gelato, proprio in quel momento il mio sguardo cade su un’altra cappella, gioiello di un tempo, ormai utilizzata anch’essa come deposito, qui riusciamo a cogliere qualche elemento in più come il portico con volta a croce e l’interno della chiesa stipato di strumenti per l’agricoltura:

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Per quel che possiamo vedere da fuori, i muri sembrano dipinti di un blu acceso (colore che ritroveremo più avanti) con un pregevole affresco rappresentante una sorta di grigliato paravento, purtroppo anche di questa cappella non conosco il nome del santo a cui è intitolata.

Proseguiamo ancora, destinazione un altra cappella di cui sapevo l’esistenza (le due precedenti sono state quasi inaspettate!), dopo un altro chilometro circa, ci troviamo in località cascinetto e ci troviamo di fronte all’ennessima cappella utilizzata come deposito, probabilemente intitolata a S. Bartolomeo; la struttura è di rara e pregiata fattura con il muro della cascina costruito in aderenza, addirittura intorno alla grondaia della chiesa (quasi a non volerla rovinare (!))come si vede nella foto dettaglio

In questo caso la porta è sbarrata così come le finestre e non riusciamo a dare un occhiata all’interno, probabilmente è stato creato un ingresso sull’altro lato, dall’interno del cortile della vicina cascina:

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Proseguiamo ancora, dopo aver attraversato la strada provinciale, proseguendo per circa 500 m ci troviamo ad un incrocio, dove sorge l’ennesima cappella, l’ultima visitata oggi ma non l’ultima esistente in questa zona, da fuori la vista può ingannare, anch’essa infatti sembra a prima vista un semplice fienile, priva di fronzoli ed ornamenti, dalla finestra aperta riusciamo anche a fotografarne l’interno, anche in questo caso il colore dominante è il blu, la cappella si presenta spoglia se non per vecchio banco per inginocchiarsi appoggiato al muro ed una porta, anch’essa aperta, che lascia intravedere un passaggio verso la sagrestia:

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Purtroppo non siamo riusciti a dare un nome alle varie cappelle, chiedo a chiunque li conosca di comunicarmeli, per completare le informazioni a disposizione, sul sito della diocesi di Torino, ho trovato una lista di cappelle site in Ciriè, tra cui, sicuramente sono presenti anche queste; sarebbe inoltre molto bello poter individuare le mancanti in modo da poterle aggiungere a questo post ed ai miei itinerari in mountain bike!

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Di quest’elenco, oltre a quelle fotografate, ne ho viste altre 2, la cappella Robaronzino (completamente ristrutturata ed inserita nell’omonima frazione) e la seconda, in via di ristrutturazione, nella borgata Fucine.

 

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