UN VIAGGIO NELLA STORIA – IL CASTELLO DI BONAVALLE

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Avevamo già incontrato questo luogo nel corso del post sulle “perle dI piemonte”, mai mi sarei aspettato tale disponibilità nel farcela visitare. La giornata è velata, nel primo pomeriggio partiamo da Torino con destinazione la provincia granda, sulla strada il navigatore mi indica che tra 4 km siamo arrivati a cominciamo a cercarlo con lo sguardo, dopo poco, lo vediamo in lontananza nella sua imponenza che sicuramente un tempo lo caratterizzava, prendiamo la strada alberata sulla destra ed eccolo avvicinarsi, ci troviamo di fronte al CASTELLO DI BONAVALLE. Siamo in anticipo all’appuntamento con il proprietario e siamo impazienti di mettere piede nella struttura. Ecco la storia del castello, spiegataci anche dal proprietario in maniera dettagliata: http://www.castellodibonavalle.com/la-storia-del-castello/ Le dimensioni del castello sono davvero imponenti, quadrato nella forma, misura 28×28 metri per un’altezza che sfiora i 30 metri. il cortile interno, liberato dai detriti dati dall’incuria, misura circa 10m x 10m, si può dire quindi che la superficie lorda del castello è circa 700 mq per ogni piano (3) più altri 200 mq circa di sopraelevazione sopra la torre porta. il castello, nella parte verso il cortile interno si presenta così:

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si possono notare le varie finestre chiuse in seguito ai vari rimaneggiamenti (risalenti al medioevo), sul lato est del cortile sipuò trovare ciò che rimane dell’antica fontana in pietra (divelta e probabilmente venduta in seguito alle varie razzie subite dal povero castello), si scorge, sotto delle lastre di pietra un pozzo con ancora l’acqua (circa 6-7 metri di profondità)

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Nel cortile interno inoltre, si notano altri curiosi particolari, come per esempio una grata tagliata grossolanamente (non si capisce se la parte mancante è stata rubata o tagliata per qualche scopo, in quanto conserva un chiavistello a chiusura di “non si sa cosa”). Una finestra circolare in uno stile completamente differente da tutto il resto del castello (probabilmente di epoca settecentesca) Uno sportello con serratura a chiusura di qualcosa (probabilmente un rubinetto gas/luce/acqua accanto alla fontana divelta (anche il rubinetto e la tubazione sono stati portati via Un rudimentale Campanello accanto alla porta di una delle unità

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Per quanto riguarda gli interni, l’esplorazione risulta troppo pericolosa, il tetto, cadendo, ha portato con se tutte le solette, sono ancora visibili delle volte in mattoni che hanno resistito all’urto Si intravede però dalla porta d’ingresso che, anche qui, tutto il razziabile è stato preso nel corso degli anni, gradini e pianerottoli infatti sono stati divelti, solo la soglia è rimasta, probabilmente troppo grande da portare via

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Gli unici locali “visitabili” (con forza e coraggio) sono alcune parti dei seminterrati, nonostante la poca profondità (circa 1m dal piano stradale), qui l’umidità è elevatissima e la temperatura sensibilmente più bassa dell’esterno, questo è dato dal fatto che la falda (come visto nel pozzo) è decisamente poco profonda, si notano infatti fondazioni ad archi di scarico (comunemente utilizzate in terreni umidi)

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Il Castello di Bonavalle ha finalmente trovato una nuova proprietà che ci auguriamo vivamente lo riporti agli splendori di un tempo, questo edificio si merita sicuramente un posto nei libri di storia e non sulle pagine di un blog sui luoghi abbandonati. Ecco come appariva il castello agli inizi del ‘900 prima del definitivo abbandono degli anni ’30

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e per finire… eccomi qui… mi ha fatto un certo effetto sostare nel punto esatto in cui il Gonin, nella sua rappresentazione del castello di metà ottocento, metteva due dame, intente ad uscire “in ghingeri” ed andare chissà dove, ignare del fatto che, 160 anni dopo, un appassionato di luoghi abbandonati con il caschetto varcherà quella stessa soglia…

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Un ringraziamento particolare a: Paolo per la grande disponibilità nell’accoglierci nel suo castello

Antonio e Matteo: per avermi accompagnato in questo viaggio nella storia

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