I SOTTERRANEI DIMENTICATI 4 – Work in progress…

Sono passati circa 7 mesi dall’inizio della ricerca relativa ad antichi tunnel nel sottosuolo di questa zona del Piemonte, 7 mesi in cui ho ricevuto richieste di ogni tipo, dall'”invito” a smettere di cercare a gente che vuole già pagare un biglietto per visitarli.
Tra tutto questo l’indagine continua e, in attesa di conferme certe, abbiamo intervistato alcuni attori principali di questa storia.
Il parroco per esempio… egli nega categoricamente l’esistenza dei tunnel, alla mia domanda cosa ci fosse sotto la botola , sorpreso, mi disse, non c’era nessuna botola…. facendogli intendere che l’avevo vista io stesso, si è corretto dicendomi che lì sotto c’era solo un ossario che è stato chiuso perchè non aveva senso lasciarlo aperto (gli ho fatto notare che quella chiesa, non aveva l’autorità per effettuare sepolture all’interno, ma ha continuato la sua tesi).
Esiste poi uno studio accurato del sottosuolo della chiesa di S.Vincenzo Martire a Nole Canavese, fatto dalla sovrintendenza del ministero dei beni culturali, in questo caso abbiamo un’attenta analisi con tanto di documentazione fotografica di tutto ciò che si trova sotto il livello del pavimento, sono presenti i resti di chiese diverse, in stili siversi, fatte in tempi diversi… ma purtroppo niente di simile ad un tunnel…

Bibliografia: Luisella Pejrani Baricco “La chiesa di S. Vincenzo a Nole Canavese – l’indagine archeologica. Quaderni della Soprintendenza archeologica del Piemonte / Ministero per i beni culturali e ambientali. Torino – 1992.

Uno dei filoni che stiamo seguendo è quello secondo cui, non solo i tunnel esistevano, ma sarebbero stati usati durante la seconda guerra mondiale, come rifugio partigiano.
Ho ricevuto notizia ed intervistato un altro abitante di Villanova Canavese il quale sostiene che nella sua cantina fosse presente una porta di accesso ad un tunnel sotterraneo, egli aveva assoluto divieto di entrarvi, l’accesso fu chiuso negli anni ’70, durante la ristrutturazione di casa (a quell’epoca il testimone aveva circa 12 anni).

Il tunnel, secondo lui, serviva a suo padre ed agli altri partigiani in zona (erano molti…) per nascondere merce e uomini.
Purtroppo anche qui non ha saputo dirmi profondità e dimensioni, ma penso che non mentisse in quanto non avrebbe nessun senso farlo, sono stato io ad aver stimato la traiettoria del tunnel e presentarmi a casa sua… lui nemmeno sapeva perchè ero li…

Nei prossimi giorni, avrò poi un incontro con una persona che conserva una cantina ancora immacolata dal tempo della guerra, sono riuscito a convincerlo a farmi dare un’occhiata e, anche se lui sostiene non ci sia nulla da vedere, è il proprietario dell’immobile solamente dal 1963.
Spero di potervi dare qualche buona nuova, purtroppo sembra che ci sia davvero un clima omertoso al riguardo, anche se sinceramente non ne capisco il motivo… o meglio… posso solo immaginarlo.

LA PISTA PARTIGIANA

Secondo la banca dati dell’istituto piemontese per la storia della resistenza e della società contemporanea (ISTORETO), a Villanova Canavese, i partigiani erano 44 (con una popolazione di circa 900 persone), ciò ci fa capire quanto era radicata la resistenza nel nostro territorio.
A parte il fatto che tra ci loro c’era anche mio nonno, prima artigliere nel regio esercito, dopo patriota partigiano nella 17a Brigata SAP Ciriè; è curioso come molti di loro abitassero proprio nelle vie interessate dalla traiettoria dei tunnel della prima parte dello studio.
I nomi oggi sono cambiati, così anche i numeri civici, i passaggi di proprietà dal dopoguerra ad oggi, ci impediscono, in molti casi di identificare le case (solo alcune schede dei partigiani contengono l’indirizzo di residenza esatto).
La cantina che andremo ad ispezionare nei prossimi giorni però, so dove si trova, ed era abitazione di ben 3 partigiani (che proprio in quegli anni vi si trasferirono), interessante sarà quindi poter effettuare una ricerca accurata; la speranza è quella di poter intravedere tamponamenti murati e qualsiasi cosa possa far intendere il passato di quei luoghi…

LA FALDA SUPERFICIALE

Un altro elemento sulla quale è da tempo che pensavo di spendere qualche parola, è sicuramente la falda acquifera superficiale.

Alla diffusione delle ricerche, mi è stato fatto notare come la falda superficiale sia troppo affiorante per permettere l’esistenza dei tunnel, ma, sul sito della regione Piemonte, si trova un ottima tabella con la profondità della falda per ogni comune piemontese,

La tabella completa la si può trovare qui: http://www.regione.piemonte.it/ambiente/acqua/dwd/documentazione/dgr_34_11524_all.pdf

Come si può notare, nella zona da noi studiata, la profondità media della falda è di circa 20 m, ciò permetterebbe l’esistenza dei tunnel alla profondità stimata in precedenza (tra i 5 ed i 6 metri).

Come si può notare, le strade che stiamo percorrendo sono molteplici… speriamo che finalmente, almeno una, possa darci qualche risultato concreto…

Annunci

Un pensiero su “I SOTTERRANEI DIMENTICATI 4 – Work in progress…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...