RIONE PARADISO

Vista l’ottima giornata, ne abbiamo finalmente approfittato per visitare un luogo, che non vedevo da 15 anni.

Il panorama da qui, è davvero mozzafiato, per questo lo chiameremo Rione Paradiso.

Si riescono addirittura, nella parte sinistra della foto, a vedere i reattori della centrale Enrico Fermi di Trino (VC), distante circa 70 KM!

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Si tratta di un luogo in cui sorgono ben 7 condomini abbandonati in fasi diverse della costruzione, questi edifici sono composti da tanti alloggi quanti sarebbero necessari a contenere tutta la popolazione della borgata, poco distante.

La prima volta che visitai questo posto (era circa il 2002) ricordo che in alcuni condomini erano presenti addirittura i sanitari nei bagni che si intravedevano dalle finestre, mentre ora si intravedono solmente cocci di ceramica,

anni fa non eran presenti le scritte fatte da qualche artista improvvisato sui balconi degli ultimi piani, ma sembrava tutto ancora intatto.

Ricordo che era poi presente una gru arrugginita ed ancora montata, all’altezza del condominio “scheletro”, gru della quale oggi non vi è più traccia.

Ricostruire la storia di questi edifici non è facile, ma non è difficile capire come, in un posto come questi, la loro costruzione sia stata un azzardo, campeggiano infatti, su tutte le costruzioni, cartelli di pericolo frane e si vede chiaramente come alcune crepe sul muro di contenimento sa state grossolanamente rattoppate (ricordo che anni fa vi erano crepe di circa 15 cm sul muro di contenimento).

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Risalendo la strada troviamoulla sinistra: CONDOMINIO 1 “il Boia”.

 

sulla sinistra: CONDOMINI 2-3 – “I gemelli gialli”

sulla destra: CONDOMINIO 4 – “Vietato asportare materiale…”

si fa un tornante e si incontra : “Lo Scheletro”

Quindi : “L’Oscurato”.

Ed infine il più grande : “Il mastodontico”.

Inutile dire, dopo questa gornata, che mette davvero tristezza vedere questi scempi, come a centinaia ce ne sono sul territorio.

 

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Un pensiero su “RIONE PARADISO

  1. Storie della fine della bolla. Purtroppo anche l’Emilia è piena di robaccia simile; e gli italiani stanno ancora a pensare a come spandere le ultime, inutili carrettate di cemento.

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