L’ECOMOSTRO DELL’ALPE BIANCA

Si comincia a parlare di questo luogo, il 25 agosto 1978, quando, su “La Stampa” veniva comunicata l’imminente apertura di un nuovo impianto sciistico. Questo nuovo impianto, poteva tranquillamente competere con località sciistiche ben più rinomate e diventare il punto di riferimento per lo sci in val di lanzo.

Vennerò così costruiti alcuni impienti di risalita, una pista da sci Baby ed iniziò la costruzione di un albergo, un enorme albergo

Il primo impianto denominato “Belvedere-Monte Ciarm” è uno skilift costruito della ditta F.lli Marchisio di Torino ed il più lungo con partenza a quota 1450 m.s.l.m. ed arrivo a 1900 m circa alle pendici dell’omonimo monte, serve una pista di 1500 m di lunghezza con collegamento sulla pista campo scuola servita da uno skilift “Baby” costruito della stessa ditta. Lo sviluppo delle piste è di 10 km in totale (dato sicuramente sovradimensionato ma citato in tutti i quotidiani dell’epoca) con una portata di 1000 persone all’ora.
A servizio della località sciistica fin da subito troviamo 2 hotel alla distanza di 1 km dalla partenza degli impianti, mentre ad 8 km si potevano trovare altri 4 hotel, un campeggio, alcuni locali ed una discoteca.

Negli anni ’80, inizia la realizzazione di un imponente albergo (con 38 camere, 15 suite e 76 appartamenti) per volontà della società sanremese capitanata da Evaristo Pertile, opera che attualmente rimane incompiuta e mai demolita. Rimangono tutt’ora su carta le restanti 2 palazzine per un totale di ben 270 alloggi.

 

Tra gli elementi più gravi, che portarono al fallimento del progetto, ci fu la mancata realizzazione di una strada agevole per l’accesso in quota e delle strutture anche più piccole ma fin da subito pronte ed al servizio dello sciatore.

Le strutture al servizio del comprensorio ed ultimate erano una biglietteria in legno con annesso noleggio e scuola sci oltre ad un bar-tavola calda costituito da un prefabbricato in ferro nelle vicinanze del futuro hotel. Al piano inferiore si trovava l’ufficio vendite con alcune immagini e descrizioni degli alloggi in vendita direttamente sul cantiere.

Nel 1991 viene sostituita la sciovia “Baby” con un impianto nuovo della ditta Graffer (TN) assumendo il nome di “Belvedere” sul medesimo percorso e lunghezza.

In una brochure dellla stagione invernale 1992/1993 sono indicati i prezzi di 20.000 Lire per il giornaliero, 18.000 Lire giornaliero ridotto e mezza giornata 15.000 Lire, le aperture degli impianti erano programmate per i soli giorni festivi e prefestivi.

Il susseguirsi degli anni con carenza di neve, la mancanza di un sistema di innevamento artificiale e poi la prematura morte del titolare della società ha portato a concludersi questa avventura con la stagione invernale 1993/1994. Su decisione della nuova titolare Gabriella Breviario resposabile della società “Alpe Bianca S.r.l.” dopo la morte del marito e la carenza di neve nel Dicembre 1994 si decise di non riaprire il comprensorio per la stagione 1994/1995.

Nel Novembre 1999 si riaccende la speranza, una cordata di imprenditori genovesi è interessata ad investire 7 milioni di euro per riavviare il cantiere ed ultimare i progetti sopra menzionati, dando nuovamente impulso alla stazione sciistica mai veramente decollata. Il tutto sotto lo scettiscismo generale dei valligiani e delle autorità locali sfumò in poco tempo.
Gli impianti si arrestarono per sempre senza alcuna possibilità di recupero nonostante vari tentativi, una sconfitta non solo per la società di gestione ma per l’intera valle.
Un altro atto definitivo e forse l’inizio dello smantellamento è la richiesta avanzata per la rimozione della fune portante traente della sciovia “Belvedere-Monte Ciarm” domanda dettata dalla mancanza di manutenzione e delle folgorazioni subite nei vari anni di fermo. Nel frattempo la medesima sciovia è scaduta di vita tecnica e quindi non più utilizzabile per il pubblico servizio in base alle vigenti normative in materia funiviaria. Rimane ancora completo anche se inattivo l’impianto a servizio della pista campo scuola.

Al momento della nostra visita (Gennaio), vi era molta neve sulla strada ed intorno alla struttura, rimangono ancora visibili, oltre all’ECOMOSTRO, un prefabbricato in lamiera non ha retto al peso del tempo e si è accartocciato su se stesso.

 

 

Rimangono anche la biglietteria e l’impianto di risalita

 

 

Sotto al prefabbricato crollato, in una depandance del mostro, sono ancora visibili i locali ospitanti i bagni del complesso, probabilmente utilizzati.

 

CLICCA SULLE FOTO PER VEDERLE A DIMENSIONI REALI

 

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